SOFIA PARAVICINI

SOFIA PARAVICINI

ADD | SOFIA PARAVICINI

add incontra Sofia Paravicini: giovane illustratrice milanese di libri, riviste e giornali, che sogna un museo di storia naturale surrealista e le cui illustrazioni vanno oltre il didascalico, per offrire nuove finestre interpretative all’immaginazione del lettore.

ADD Cappotto Trench per la Donna

add: Hai sempre voluto diventare illustratrice? Cosa ti ha fatto propendere verso l’arte?
S: Il disegno è una passione che ho dall’infanzia. Crescendo ho pensato potessi applicarlo all’architettura, ma durante un'esperienza in uno studio a San Francisco mi sono resa conto che tutta la parte dei processi costruttivi non faceva per me. Il mio mondo era il disegno. Così ho scelto di laurearmi in pittura e storia dell’arte a Londra e di specializzarmi in illustrazione editoriale qui a Milano.  Dopo circa un anno di duro lavoro e qualche “no”, sono arrivate le prime soddisfazioni e la proposta di illustrare un libro. E ora eccomi qua.

add: Tra le varie tipologie di lavori che realizzi, quale preferisci?
S: Le copertine dei romanzi. Come un cappotto avvolge, protegge chi lo indossa e ne racconta il gusto prima ancora di scoprire cosa indossi sotto ad esso, la copertina di un libro custodisce il finale di una storia, ma al contempo deve garantire un messaggio diretto sul suo contenuto e offrire sfumature che lascino spazio interpretativo al lettore. Io ad esempio, preferisco leggere solo poche pagine del libro prima di illustrarne la copertina, per evitare di svelare troppo e al tempo stesso lasciare spazio alla percezione di scenari soggettivi.

add: Ti è capitato di realizzare un’illustrazione e riconoscerla come parte di te?
S: A dire il vero, in ogni illustrazione devo ritrovare me stessa, ogni disegno deve rappresentare una mia visione, ovviamente sempre tenendo conto delle richieste del cliente. Viceversa non esce dal mio studio [ndr: ride].

add: Quali sono gli elementi che fanno dei tuoi lavori la tua espressione personale?
S: Al di là delle scelte cromatiche, che vedono una netta prevalenza di toni desaturati e una predilezione per il verde salvia, nei miei lavori inserisco sempre sfere colorate e insetti, che mi piace nascondere all’interno dell’immagine, come una firma. Mi diverto poi ad inserire elementi fuori contesto nelle illustrazioni, che siano un trampolino per l’immaginazione del lettore, così che possa vivere storie alternative attraverso l’illustrazione.

add: Uno dei valori del brand add è la leggerezza. Come la porti nei tuoi lavori?

S: I miei lavori sono fatti a mano, per conservare la leggerezza e i dettagli della matita; solo in seguito scannerizzo il disegno in modo da inserire il colore in digitale. Questo processo lascia spazio a piccoli dettagli, come le briciole di gomma o uno sfumato involontario dato dalla pressione della mano sul foglio, che rendono l’immagine più “leggera” e al contempo più calda.

add: Cos’è per te Milano? In quali altre città immagini di vivere?
S: 
Milano sicuramente è casa, oltre ad essere un punto di riferimento per arte e design. Per me ha rappresentato anche un passaggio fondamentale per la mia carriera di illustratrice. È qui infatti che ho potuto specializzarmi in illustrazione editoriale ed è sempre qui che ho ricevuto le prime soddisfazioni professionali.
Se devo immaginarmi in un’altra città, direi Buenos Aires: mi incuriosisce la possibilità di vivere un’esperienza in una delle residenze d’artista presenti nella capitale argentina.

add: Un tuo sogno/progetto futuro?
S: 
Vorrei sperimentare nuove tecniche e portare avanti un mio progetto di mostra, su cui sto lavorando già da tempo: un museo di storia naturale surrealista, in cui le classiche tavole di botanica o anatomia di flora e fauna subiscono una commistione immaginativa. Ad esempio, osservando un cavolfiore, potreste accorgervi di come potrebbe fuoriuscirne una pecora, così come un gallo potrebbe nascere da un fiore.

ADD Cappotto Trench per la Donna
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add: Hai sempre voluto diventare illustratrice? Cosa ti ha fatto propendere verso l’arte?
S: Il disegno è una passione che ho dall’infanzia. Crescendo ho pensato potessi applicarlo all’architettura, ma durante un'esperienza in uno studio a San Francisco mi sono resa conto che tutta la parte dei processi costruttivi non faceva per me. Il mio mondo era il disegno. Così ho scelto di laurearmi in pittura e storia dell’arte a Londra e di specializzarmi in illustrazione editoriale qui a Milano.  Dopo circa un anno di duro lavoro e qualche “no”, sono arrivate le prime soddisfazioni e la proposta di illustrare un libro. E ora eccomi qua.

add: Tra le varie tipologie di lavori che realizzi, quale preferisci?
S: Le copertine dei romanzi. Come un cappotto avvolge, protegge chi lo indossa e ne racconta il gusto prima ancora di scoprire cosa indossi sotto ad esso, la copertina di un libro custodisce il finale di una storia, ma al contempo deve garantire un messaggio diretto sul suo contenuto e offrire sfumature che lascino spazio interpretativo al lettore. Io ad esempio, preferisco leggere solo poche pagine del libro prima di illustrarne la copertina, per evitare di svelare troppo e al tempo stesso lasciare spazio alla percezione di scenari soggettivi.

add: Ti è capitato di realizzare un’illustrazione e riconoscerla come parte di te?
S: A dire il vero, in ogni illustrazione devo ritrovare me stessa, ogni disegno deve rappresentare una mia visione, ovviamente sempre tenendo conto delle richieste del cliente. Viceversa non esce dal mio studio [ndr: ride].

add: Quali sono gli elementi che fanno dei tuoi lavori la tua espressione personale?
S: Al di là delle scelte cromatiche, che vedono una netta prevalenza di toni desaturati e una predilezione per il verde salvia, nei miei lavori inserisco sempre sfere colorate e insetti, che mi piace nascondere all’interno dell’immagine, come una firma. Mi diverto poi ad inserire elementi fuori contesto nelle illustrazioni, che siano un trampolino per l’immaginazione del lettore, così che possa vivere storie alternative attraverso l’illustrazione.

add: Uno dei valori del brand add è la leggerezza. Come la porti nei tuoi lavori?
S: I miei lavori sono fatti a mano, per conservare la leggerezza e i dettagli della matita; solo in seguito scannerizzo il disegno in modo da inserire il colore in digitale. Questo processo lascia spazio a piccoli dettagli, come le briciole di gomma o uno sfumato involontario dato dalla pressione della mano sul foglio, che rendono l’immagine più “leggera” e al contempo più calda.

add: Cos’è per te Milano? In quali altre città immagini di vivere?
S: 
Milano sicuramente è casa, oltre ad essere un punto di riferimento per arte e design. Per me ha rappresentato anche un passaggio fondamentale per la mia carriera di illustratrice. È qui infatti che ho potuto specializzarmi in illustrazione editoriale ed è sempre qui che ho ricevuto le prime soddisfazioni professionali.
Se devo immaginarmi in un’altra città, direi Buenos Aires: mi incuriosisce la possibilità di vivere un’esperienza in una delle residenze d’artista presenti nella capitale argentina.

add: Un tuo sogno/progetto futuro?
S: 
Vorrei sperimentare nuove tecniche e portare avanti un mio progetto di mostra, su cui sto lavorando già da tempo: un museo di storia naturale surrealista, in cui le classiche tavole di botanica o anatomia di flora e fauna subiscono una commistione immaginativa. Ad esempio, osservando un cavolfiore, potreste accorgervi di come potrebbe fuoriuscirne una pecora, così come un gallo potrebbe nascere da un fiore.